Tag Archive for televisione

Quello che no no.

Mentre scrivo queste righe penso stia cominciando su La7 “Quello che non ho”, il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Non ho nessuna possibilità di vedermelo, ho qui sulla scrivania una pila di cose da finire e davanti una notte di quelle che solo col caffè dello studente. E infatti non so nemmeno come mai perdo tempo a scrivere questo post. Dunque non fate caso alla forma, sarò sbrigativo e non rileggerò. Come viene viene.
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L’avvelenata

Tanto ormai si è capito, no? Il gioco è svelato e ce l’avete chiaro tutti.
Questi non li hanno messi lì per governarci. Stanno lì per farci sentire inadeguati. Ma inadeguati non perché siamo mammoni, sfigati e monotoni, no: inadeguati perché non siamo come loro. Hanno capito che se volevano cambiarci almeno un pochino, non bastava un piccolo incoraggiamento, un buffetto sul muso: dovevano darci dei modelli che ci facessero sentire terribilmente colpevoli delle nostre miserie e delle nostre debolezze. Farci provare un po’ schifo di noi, se possibile. Non troppo, ma almeno un po’ sì. » Read more..

Le foto contro l’anoressia, che meno male che qualcuno ci ha pensato

Cercando su Google le immagini di una campagna che ho visto qua e là nella rete, digito “foto contro anoressia”.
Dalle prime due voci del motore di ricerca saltano fuori due immagini molto diverse. Questa:

e questa: » Read more..

Suvvia, si facci picchiare.

Primo Uomo: – Sicuro che non le dispiace?

Secondo Uomo: – Ma le pare? Davvero, glielo direi.

Primo Uomo (sorride): – Grazie molte. Allora ha capito bene come funziona?

Secondo Uomo: – Caro giovanotto, pensa che sia la prima volta? Lei mi dica solo come vuole cominciare, il resto viene da sé.

Primo Uomo: – Mah, io starei sul semplice…

Secondo Uomo: – Inseguimento? Fuga con placcaggio? » Read more..

L’osceneggiato

Se l’”osceno”, etimologicamente, è quanto resta fuori dalla scena per proteggere lo spettatore dalla sua vista inquietante, cosa c’è di osceno in questa intervista che circola nei social network in questi giorni, condivisa compulsivamente, con la smorfia di raccapriccio di quello che allunga gli occhi verso le lamiere di un’auto accartocciata da poco contro un’altra, inorridito eppure esitante? Cos’è che provoca le reazioni addirittura fisiche di disgusto e repulsione che tutti annunciano nell’esporlo sulla propria bacheca? » Read more..

Jacopo Nacci e Matteo Pascoletti debordano

Adesso che pretendete? È il primo luglio e mi escono solo giochi di parole di quart’ordine. L’afa la fa (cavolo, un altro…) da padrona, la creatività ne riparliamo dopo due birre ghiacciate (ma sono le dieci del mattino) e questo è il titolo che mi sono inventato per introdurre la serie di post di Jacopo Nacci e Matteo Pascoletti che ragionano sul rapporto fra società e spettacolo (do you remember Guy Debord, perlappunto? ma anche Pasolini…),  » Read more..

Amemipiace: perché Sanremo è Sanremo?

Avrei da raccontarvi parecchie cose e da ragionare su altrettante, ma non sempre è possibile mettersi lì quella mezz’oretta che ci vuole per scrivere qualcosa di sensato.
Così, come succede ogni tanto, condivido un po’ di post che esprimono domande che mi sono fatto anch’io. Stavolta su Sanremo. Vabbé, sono solo canzonette, e quelle possono essere più e meno interessanti; ma il contenitore di quelle canzonette, se entra nella metà delle case e se diventa persino un contesto in cui nascono e si condividono storie su di noi e sui nostri centocinquant’anni (e storie sul condividere storie su di noi e sui nostri centocinquanta anni),  ci importa. » Read more..

Reductio ad Berlusconium

Ringrazio l’amico che giorni fa, nel corso di una amena conversazione su Facebook sui tira e molla della ministra Carfagna, attribuendomi generosamente qualche competenza sui moti dell’animo umano, mi chiedeva di illuminarlo circa il fatto che un personaggio sbeffeggiato fino al giorno prima diventasse improvvisamente stimabile agli occhi degli stessi che lo avevano detestato. » Read more..

Il "Cosmo" su Rai3

Ho trovato apprezzabile assai la prima puntata di Cosmo (sottotitolo “siamo tutti una rete”: bello, eh?), andata in onda sabato sera su Raitre. Da qualche settimana si parlava del progetto di Luca De Biase, blogger, direttore di Nòva 24 (inserto del Sole 24 ore su tecnologia e innovazione) e autore, fra le altre cose, di un bel libro di cui all’epoca ho parlato. » Read more..

In Treatment, anno secondo

Paul Weston (Gabriel Byrne) con Gina Toll (Dianne Wiest)

Paul Weston (Gabriel Byrne) con Gina Toll (Dianne Wiest)


Il collega Luigi D’Elia mi ha chiesto per il sito dell’Osservatorio sulla psicologia nei media un commento sulla serie TV “In Treatment”, di cui avevo parlato al termine della prima stagione. Ripubblico qui l’articolo uscito per l’Osservatorio, scritto durante la visione della seconda (grazie, Luigi!).

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