Tag Archive for musica

Da Bresciaoggi: Bruce Springsteen, la community dentro e fuori San Siro

(Con un po’ di lena riesco a mettermi a pari con la ripubblicazione sul blog dei pezzi che ho scritto per “Linguaggi della rete”, la rubrica quindicinale che tengo su Bresciaoggi. Questo è l’articolo scritto per l’11 giugno di ritorno dal concerto milanese del Boss) » Read more..

Morte nella città (Bruce e io)

Ho rimandato ogni giorno al giorno dopo l’acquisto e l’ascolto di “Wrecking Ball”. Ho anche fatto il possibile per evitare ascolti accidentali (dalla radio, da Youtube) fino a che non fossi stato pronto a mettermi le cuffie in testa e a farci i conti. Però non è che si può sempre controllare tutto.
Adesso vi racconto come è andata.

» Read more..

Quello che no no.

Mentre scrivo queste righe penso stia cominciando su La7 “Quello che non ho”, il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Non ho nessuna possibilità di vedermelo, ho qui sulla scrivania una pila di cose da finire e davanti una notte di quelle che solo col caffè dello studente. E infatti non so nemmeno come mai perdo tempo a scrivere questo post. Dunque non fate caso alla forma, sarò sbrigativo e non rileggerò. Come viene viene.
» Read more..

Dentro e fuori le sbarre

Al Teatro alla Scala sabato 21 aprile abbiamo assistito alle “prove aperte” del concerto su George Gershwin della Filarmonica della Scala, diretta da Riccardo Chailly, con Stefano Bollani (“Catfish Row”, cioè la suite da “Porgy and Bess”, “An american in Paris” e il “Concerto in Fa” per pianoforte e orchestra): frutto di un progetto che da tempo vede il direttore e il pianista lavorare intorno al repertorio del compositore americano.
Bella idea quella delle prove aperte, già sperimentata al teatro milanese: » Read more..

Lo chiamavano Trenita’ (5): Duke Ellington

Una serie di videopost per esprimere tutta la nostra gratitudine per un mezzo di locomozione che ha ispirato tanta della musica che amiamo, nonostante Trenitalia.
Il treno “A” cui è dedicato questo classico di Duke Ellington e Billy Strayhorn è un convoglio della metropolitana: ma la sequenza di questo video è girata in un vagone ferroviario, in un tempo in cui riuscivano a metterci dentro un’intera orchestra swing. » Read more..

Lo chiamavano Trenita’ (3): Jethro Tull

Una serie di videopost per ricordarci che senza Trenitalia il treno non andremmo da nessuna parte. » Read more..

Lo chiamavano Trenita’ (2)

Una serie di videopost ispirati da affetto e riconoscenza per Trenitalia il treno. » Read more..

Lo chiamavano Trenita’ (1)

Una serie di videopost ispirati da affetto e riconoscenza per Trenitalia il treno. » Read more..

Cinquecento catenelle

Ieri sera sono stato a un concerto. Non ricordo quanto tempo sia passato dall’ultima volta che sono uscito la sera per ascoltare della musica dal vivo, è che il più delle volte all’ora in cui cominciano i concerti io sto arrivando alla stazione da chissà dove, oppure sto rientrando a casa disfatto e non ci sono proprio le condizioni per uscire.
Oddio, non è che proprio sono ridotto così male, capita anche che certe sere siano giuste per andare ad ascoltare cose in giro, ma di solito sono le sere in cui non si trova niente di bello. Ad ogni modo, per farla breve ieri sera sono andato ad ascoltare un bel concerto e di questi tempi per quanto mi riguarda è praticamente un evento.
Ma non è proprio di questo che volevo parlarti, questa è solo la premessa. » Read more..

È che quando se ne va uno come Clarence Clemons, non se ne va da solo.

Ho amato alla follia quel suono e poi gli ho voltato le spalle sdegnosamente. Intendo quel suono ossuto e nervoso come il corpo di Bruce dei concerti del 1978 e massiccio come la figura di Clarence “Big Man” Clemons.
Ero a Milano, allo stadio Meazza, nel giugno del 1985, per quella serata che attendevamo da una vita e che in qualche momento eravamo arrivati a pensare di non meritarci più: un concerto di Springsteen e della E Street Band in Italia. Erano i giorni di Born in the U.S.A., l’album che dal titolo faceva il verso a Born to Run e che pure rappresentava il punto più distante dal lirismo del Boss degli anni Settanta. » Read more..