Tag Archive for jazz

Lo chiamavano Trenita’ (5): Duke Ellington

Una serie di videopost per esprimere tutta la nostra gratitudine per un mezzo di locomozione che ha ispirato tanta della musica che amiamo, nonostante Trenitalia.
Il treno “A” cui è dedicato questo classico di Duke Ellington e Billy Strayhorn è un convoglio della metropolitana: ma la sequenza di questo video è girata in un vagone ferroviario, in un tempo in cui riuscivano a metterci dentro un’intera orchestra swing. » Read more..

"Sono il mio Walkman!"

Continuando a tirare fuori dall’archivio le recensioni di “dischi del passato” (secondo lo spirito della rivista) che scrivevo per “Late For The Sky”, sul numero 42 del 1999 parlai di questo impressionante disco di quindici anni prima, da un maestro della voce e sperimentatore, Bobby McFerrin.
Scrivere per “Late For The Sky” era un bel modo di guardare la storia (della musica) all’indietro (all’uscita di questo disco spericolato, non potevamo sapere che qualche anno dopo Mc Ferrin sarebbe diventato famoso con un singolo di gran successo radiofonico).
Vi ripropongo l’articolo riveduto, corretto e corredato di un paio di video d’epoca. Buona lettura e buon ascolto. » Read more..

Libri e terapeuti, V: Massimo Giuliani, Jack, Fernanda e tutti gli altri

[Leggi tutte le puntate della rubrica "Libri e terapeuti"]

M.G.: Massimo Giuliani, psicologo psicoterapeuta e tenutario di questo blog, ce l’hai anche tu un libro che ti ha cambiato la vita?

Massimo Giuliani: Io devo confessare che i libri sono una passione tardiva. È vero che da ragazzino avevo le serie complete dei Gialli dei Ragazzi Mondadori e anche in seguito la letteratura poliziesca mi ha appassionato assai. » Read more..

Lucertole a New York


Per un periodo, dunque, ho scritto su questa rivista di musica che si chiama “Late for the Sky”. Un paio d’anni durante i quali firmavo a fianco ad alcuni dei miei giornalisti preferiti, e mi sono tolto lo sfizio di parlare di alcuni dei miei musicisti preferiti.
I Lounge Lizards sono un gruppo che ho amato fortemente, insieme ad altri musicisti che negli anni Ottanta consideravamo “avanguardia” e che insegnavano che i generi sono cornici dalle quali si può saltare fuori.
Negli anni successivi, quando cercavo di capire quella bestia strana che mi dicevano chiamarsi postmoderno, ho pensato spesso a loro e a tutti gli altri.
Questo è quello che scrissi sul numero 43 (1999) della rivista.

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Flavio Soriga: “Viva il meticciato”


È successo che in coda a un mio post una navigatrice lasciasse un commento: “Ehi, ma hai letto “Sardinia Blues” di Flavio Soriga?”. Così l’ho letto durante l’estate, e mi è piaciuto, e anche parecchio. Tre trentenni sardi e la loro estate tenera e disperata (v. qui); uno di loro, Davide, appare come l’alter ego dello scrittore. » Read more..

La vita come una jam session: “Suoni inauditi” di Davide Sparti

Scrissi nel 2006 questa recensione del libro “Suoni inauditi. L’improvvisazione nel Jazz e nella vita quotidiana” (di Davide Sparti, uscito per Il Mulino nel 2005) per la rubrica “Segnalibro” del n. 17 di Connessioni. Rivista di consulenza e ricerca sui sistemi umani.

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Afferma Sparti nel suo libro che, sebbene l’improvvisazione trovi nel jazz la sua consacrazione, essa costituisce una pratica culturale prima che musicale » Read more..