Tag Archive for Italo Calvino

Nastri di Moebius / 2

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Il romanzo comincia in una stazione ferroviaria, sbuffa una locomotiva, uno sfiatare di stantuffo copre l’apertura del capitolo, una nuvola di fumo nasconde parte del primo capoverso. Nell’odore di stazione passa una ventata d’odore di buffet della stazione. C’è qualcuno che sta guardando attraverso i vetri appannati, apre la porta a vetri del bar, tutto è nebbioso, anche dentro, come visto da occhi di miope, » Read more..

Vado a periodi

Sì, probabilmente vado a periodi.
Anni fa ero convinto che il libro che un terapeuta doveva assolutamente conoscere – certo, oltre quelli del suo mestiere e della sua “parrocchia” teorica – fosse “Il giovane Holden” di J. D. Salinger.
La curiosità candida del protagonista, che gli permetteva di vedere gli aspetti meno immediati delle cose mi sembrava una dote - una qualità cecchiniana - con cui un terapeuta dovesse confrontarsi.

Un giorno a una mia collega – una persona intelligente – dissi “Guarda qua, Il giovane Holden è un libro che quelli che fanno il nostro mestiere dovrebbero » Read more..

L’inferno

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abbiamo tutti i giorni, che formiano stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce fatale a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio”.
(Italo Calvino, “Le città invisibili”: grazie a Eliana!)

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Come cambia il passato


“…perché il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti”.
(Italo Calvino, “Le città invisibili”)

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La forma delle città


Foto da Wikipedia

“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone”
(Italo Calvino, “Le città invisibili”)

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